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the Reporters volume 2 episode 10

The adventures of The reporters (episode #9), two T. V. journalists whose jobs lead them to come up against major and minor dramas.

To give an idea of the style, their stories resemble the T. V. series Hill Street Blues and N.Y. Police Dept. Besides the story, the human side of the main characters and their interpersonal relationships are developed.

The main characters:

Harry, the eldest, once a newspaper reporter (like Lou Grant) changed over to T. V. during the Vietnam period. His thorny character keeps him away from office work and leads him to work out and about with his colleague Allen. Divorced, his wife Linda does not want to see him so he communicates through their daughter Kay, who lives with him.

Allen, Harrys young colleague, whose experience so far has been in television, has been teamed up with the older man to learn the trade. More easy-going and lighter-hearted, a sense of genuine affection binds him to Harry and his feelings for Kay go even deeper.

Kay, Harrys 18 years old daughter is her sophomore year of college majoring in English literature. Even though she has nothing to do with the work of her father and Allen, she seems to fit in with them perfectly. She longs to eventually become a script writer and her closeness to Hollywood is for her a constant inspiration. She is not unaware of Allens shy advances but she keeps him at a distance while at the same time stringing him along.

Four episodes made so far:

1) An elderly rival journalist, who feels his life is passing before him without his having accomplished anything, gets into serious trouble by trying to murder someone so as to be able to do a good deed.

2) Misguided young journalist friend of Allens pointlessly needles the powers that be of the gangster world by creating a fake scoop.

3) Harry passes up a scoop so as not to ruin the few remaining months left in the life of an elderly actor forced to make soap operas to survive.

4) Kay, attracted by the movie world, meets a director but her life is endangered by the mans mental instability, brought to a peak by  divorce.

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dizionario cinema fumetto è arrivato

Dizionario cinema fumetto, prefazione di  Werther Gorni Direttore de la Nuova Cronaca di Mantova

 

Alba del terzo millennio. Il futuro è già oggi. Tecnologia che trionfa ovunque. Informazioni in tempo reale. Per assurdo, notizie quasi in anticipo. Chi può fermare questo processo-progresso? Chissà dove porterà l’uomo. Eppure il mondo ha necessità di fare piccole pause per riflettere e guardarsi attorno. Magari anche per sorridere, ironizzare, sognare. Ecco che il “matrimonio” tra visione reale e immaginazione funziona ancora. Il cinema e il fumetto. Due invenzioni che hanno alla loro origine l’arte della creatività. Cinema e fumetto uniti proprio dal fatto di volere trasmettere messaggi e raccontare storie allo spettatore.La celluloide e la carta si sono trasformate anch’esse e in tal modo le produzioni filmografiche continuano ad avere un ruolo d’effetto e ad ampio raggio. Il fumetto, in particolare, è servito come serbatoio di idee originali già ancor prima che sbocciassero le proiezioni sul grande schermo. Ma oggi le due espressioni si possono considerare contemporanee. Ma come riconoscere un film ricavato da un fumetto magari pubblicato solo per pochi mesi su qualche oscuro quotidiano americano o ispirato da una trasmissione radiofonica bruxellese? Questo volume raccoglie per ora, considerata la mole, solo i film che sono contraddistinti dalla lettera A: poi ci saranno altre pubblicazioni per rispettare tutte le lettere dell’alfabeto fino alla zeta. Si potranno trovare migliaia di schede con curiosità e sorprese. Da giornalista mi rendo conto di quanto possa essere facile essere presi dall’entusiasmo. In verità, questo libro apre gli occhi perché si propone come un affidabile strumento di consultazione relativamente ad autori, attori, date, paesi. Cinema e fumetto, fumetto e cinema. Unione culturale di fatto.

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the Reporters 2 episode #9

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The adventures of The reporters (episode #9), two T. V. journalists whose jobs lead them to come up against major and minor dramas.

To give an idea of the style, their stories resemble the T. V. series Hill Street Blues and N.Y. Police Dept. Besides the story, the human side of the main characters and their interpersonal relationships are developed.

The main characters:

Harry, the eldest, once a newspaper reporter (like Lou Grant) changed over to T. V. during the Vietnam period. His thorny character keeps him away from office work and leads him to work out and about with his colleague Allen. Divorced, his wife Linda does not want to see him so he communicates through their daughter Kay, who lives with him.

Allen, Harrys young colleague, whose experience so far has been in television, has been teamed up with the older man to learn the trade. More easy-going and lighter-hearted, a sense of genuine affection binds him to Harry and his feelings for Kay go even deeper.

Kay, Harrys 18 years old daughter is her sophomore year of college majoring in English literature. Even though she has nothing to do with the work of her father and Allen, she seems to fit in with them perfectly. She longs to eventually become a script writer and her closeness to Hollywood is for her a constant inspiration. She is not unaware of Allens shy advances but she keeps him at a distance while at the same time stringing him along.

Four episodes made so far:

1) An elderly rival journalist, who feels his life is passing before him without his having accomplished anything, gets into serious trouble by trying to murder someone so as to be able to do a good deed.

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2) Misguided young journalist friend of Allens pointlessly needles the powers that be of the gangster world by creating a fake scoop.

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3) Harry passes up a scoop so as not to ruin the few remaining months left in the life of an elderly actor forced to make soap operas to survive.

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4) Kay, attracted by the movie world, meets a director but her life is endangered by the mans mental instability, brought to a peak by  divorce.

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I bambini fanno fumetti?

Idea lanciata dal gruppo di lavoro dell’associazione culturale “Evoluzione” di Mantova presieduta da Danilo Soragna. Subito raccolta dall’Editoriale 25 Novembre – che stampa il settimanale la Nuova Cronaca di Mantova – che ha realizzato una pubblicazione specifica. Quindi, l’immediata adesione dell’Istituto Comprensivo

Mantova 1 e la disponibilità dell’insegnante di Storia dell’arte e di disegno.

Nella Scuola Secondaria di 1° grado “Goffredo Mameli” di Castelbelforte di Mantova prende sostanza il progetto di insegnare – almeno a grandi linee – “Come

creare una storia a fumetti”. Ovviamente l’idea è sostenuta da docenti “specializzati”. Due maestri dell’arte del fumetto disponibili a entrare in classe e spiegare metodi e trucchi di questo straordinario mondo che naviga tra fantasia

e creatività. Prima lezione venerdì 26 febbraio grazie all’ospitalità offerta dal dirigente scolastico dottor Roberto Archi, della referente professoressa Tiziana Telotti e dell’insegnante di Arte professor Leandro Lo Bianco. Gli studenti, poco meno di trenta, della I classe A ascoltano con interesse e curiosità due coach

trainer Giancarlo Malagutti e Manlio Truscia. Quest’ultimo, siciliano di origine,

vanta una lunga e brillante carriera. Il suo primo lavoro è su “Tex Willer”, nel 1964,

quando collabora per un breve periodo con Erio Nicolò. Dal 1970 al 1980 realizza disegni a matita per “Kriminal” e “Satanik”. Collabora per “l’Intrepido” e “Monello” (Edizioni Universo), per Edifumetto e Ediperiodici. Inizia poi una collaborazione con il settimanale “Adamo”, edito da Corno, dove disegna quattro serie differenti contemporaneamente, ognuno con il proprio stile. In seguito opera prevalentemente come illustratore nei campi della pubblicità e dell’editoria

educativa. Oltre a essere insegnante di Disegno per l’istituto professionale “Caterina da Siena” di Milano. Giancarlo Malagutti, mantovano, uno dei più apprezzati autori di fumetti e da anni collaboratore della Nuova Cronaca, è entusiasta: “La lezione, se così possiamo chiamarla, è stata molto partecipata. I ragazzi hanno contribuito con entusiasmo alla creazione di un fumetto con passione e attenzione aldi là di ogni più rosea aspettativa. A conferma che non è vero che questo tipo di arte non attira i giovanissimi. Li attira se il prodotto e il coinvolgimento sono a livello della loro età, della loro cultura e delle loro

aspettative. I ragazzi hanno creato una storia coinvolgente e abbozzato le prime fasi della realizzazione che prosegue venerdì 11 marzo”. Il tema del fumetto è stato

scelto dagli stessi studenti: un “giallo” con spie, computer trafugato da una classe

della scuola presumibilmente da un ragazzino arrabbiato per aver ricevuto brutti voti. Dalla storia si passa ora alla realizzazione pratica delle vignette.

Non è da escludere che questo speciale fumetto possa essere pubblicato.