Tag Archivio per: lino landolfi

Wanted Gelosino Comic Book

Wanted Gelosino Comic Book

Cerchiamo copia di questo albetto. Anche solo scans.

Titolo: Le Avventure di Gelosino

Anno: 1959

Numero unico

Pubblicato da: Geloso Elettronica

Pagine: 16 (compresa copertina)

Formato: 12,5 x 18,7

Colore

Distribuito gratuitamante

Born today Leonello Martini

Born today Leonello Martini

Leonello Martini  (Bologna, 16 marzo 1907 – Milano, 25 dicembre 1990) comincia la sua lunga e articolata attività in campo editoriale nel 1936, scrivendo romanzi rosa per la Casa Editrice Impero dell’editore milanese Umberto Pagani. Autore prolifico, si cimenta anche in altri generi come il giallo e il poliziesco. Suoi sono molti dei romanzi che appaiono nella collana “I Romanzi del Quadrifoglio”, come “Il miracolo dell’amore”, o nella serie “L’avventura poliziesca”, con titoli quali “Il segreto della capanna incendiata” e “La fabbrica dei mostri”. Entrambe vengono pubblicate dalle edizioni S.A.D.E.L. di Milano.

continua: guida al fumetto italiano

the ESSEGESSE family

the ESSEGESSE family, art by Manlio Truscia

EsseGesse

Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon & Pietro Sartor

(1925 – 1989, 4 January 1926 – 3 May 2000, 1926 – 1989)   IT.png

EsseGesse is the collective signature of three Italian artists, Giovanni Sinchetto (Esse), Dario Guzzon (G.) and Pietro Sartoris (Esse), who have built up a collective oeuvre during several decades. Giovanni Sinchetto began his career in 1943 with ‘Fulmine Mascherato’, a comic published by Della Casa. Pietro Sartoris and Dario Guzzon both debuted at the publishing houses Taurina and Alpe.

After these individual projects, the three decided to form a team. For publisher Torelli, they created the character ‘Kinowa’, together with scenario writer Lavezzolo, in 1950. ‘Kinowa’ was soon followed by creations like ‘Capitan Miki’ (1951) and ‘Il Grande Blek’ (1954) at Araldo.

In 1965, they created, ‘Alan Mistero’ (known in France as ‘Ombrax’) and ‘Il Comandante Mark’ (‘Cap’tain Swing’). After the death of his two companions, Dario Guzzon continued ‘Il Comandante Mark’ together with the female illustrator Lina Buffolente until 1999.

Who are Tippo and Tappo ?

Who are Tippo and Tappo ?

The many italian names of Tif and Tondu

Tippo e Tappo contro Sciok 

Testata: Leondoro 

dal n. 1 al n. 6 del 1964

Edizioni Imperia

Tappo e Rapozzi – A tutto gas

Testata: Lo Sport Illustrato Junior 

dal n. 1 al n. 12 del 1962/63

Fan e Tomà contro Mister Ypsilon

Testata: Il Giornalino 

dal n.10 al n.16 del 1969

Periodici San Paolo

Tif e Tondù – Il signor Choc

Testata: Il Messaggero dei Ragazzi 

dal n. 9 al n. 18 del 1966

Comics Vintage ADV Batman Nembo Kid

Comics Vintage ADV Batman Nembo Kid

Il Superalbo Nembo Kid si affianca nel 1960 agli Albi del Falco e dal n°62 la testata diventa Batman Nembo Kid. 
Testata: Superalbo Batman Nembo Kid
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Paese: Italia 
Anno. 1960

Nembo Kid was one of the names of Superman from 1946 to 1966. The first name was Ciclone, l’uomo d’acciaio (Cyclone, the Man of Steel) in Albi della Audacia (1939). Subsequently, Ciclone, l’Uomo fenomeno (Cyclone, The Man Phenomenon) in L’ Audace (1940).
After 1966 he became Superman Nembo Kid and finally from 1967: Superman, in his own comic.

Born today Filiberto Scarpelli first italian cartoonist

Born today Filiberto Scarpelli first italian cartoonist

Filiberto Scarpelli (Napoli, 29 giugno 1870 – Roma, 20 agosto 1933) 

Fratello più giovane di Tancredi Scarpelli, sarà giornalista, disegnatore satirico, illustratore serio e faceto, scrittore umoristico, artista d’avanguardia. Con Carlo Montani, Marchetti, Tolomei e Yambo nel febbraio del 1900 dà vita a Il Travaso delle idee, giornale satirico ispirato al foglio omonimo di un filosofo da strada, Tito Livio Cianchettini, e al suo motto “Accidenti ai capezzatori”, che viene citato nella testata della nuova rivista satirica. Scarpelli lo dirigerà dal 1925 al 1928.

Lavora tra l’altro per Numero, Pasquino, Il Popolo d’Italia, La domenica dei fanciulli, il Giornalino della domenica (dove trasferisce metaforicamente nell’infanzia che rappresenta sulla testata di Vamba l’irruenza, l’istintività e il gusto per la trasgressione che sono le sue caratteristiche vitali) e il Corriere dei Piccoli. Sulle pagine di quest’ultima testata, a parte le numerose illustrazioni e alcuni testi, creerà tra l’altro nel 1917 la serie di Pertichino e sor Costanzo.

Passerà alla storia dell’arte la sua partecipazione al Movimento futurista (notevole una stilizzatissima caricatura “futurista” dell’amico Aldo Palazzeschi) e, in particolare, a una celebre “Serata futurista” al Teatro Verdi di Firenze, consistita in due ore di urla, fischi, tiro di uova, pesce, pastasciutta, frutta, ortaggi e lampadine all’indirizzo di Marinetti, Papini, Boccioni, Carrà, Soffici, Cangiullo, Tavolato, Palazzeschi, della poetessa Amalia Guglielminetti e, appunto, di Scarpelli. Marinetti viene ferito a un occhio da una patata, Scarpelli al naso da una lampadina, mentre Cangiullo risponde agli attacchi rilanciando i proiettili vegetali sul pubblico, finché intervennero le forze dell’ordine e lo spettacolo finisce, senza che nessuno sia riuscito a far udire una parola del discorso preparato.

Scarpelli scrive tanto, illustra tanto, ironizza tantissimo. Tra i suoi libri: “Guerra senza sangue: tedescume domestico, merce tedesca a buon mercato, sfruttamento tedesco di opere altrui” (Bemporad, Firenze 1916, con disegni), “Il Paese dell’allegria” (Sonzogno, Milano 1925, con disegni e tavole), “Tito Livio Cianchettini e le sue memorie metafisiche e materiali” (APE, Roma 1926), “Giornalismo allegro” (Sonzogno, Milano 1932).

Fra le altre cose, ancora, lavora come illustratore – serio o umoristico – per gli editori Bemporad, Giunti, Grotta-Giusti, Ostiglia Mondatori, Marzocco. Per quest’ultimo illustra le famose “Pìstole di Omero”, di Ermenegildo Pistelli, collega sulle pagine del Giornalino della domenica.

Muore in circostanze tragiche, ucciso da due colpi di rivoltella durante un diverbio, a Roma (Italia) il 20 agosto 1933.

Cinque anni più tardi appare “Un uomo in un fosso” (“vaniloquio senza capo né coda”, ed. Arte e storia, Milano 1938), pubblicazione postuma di suoi scritti molto intensi e intimi, con alcuni disegni inediti; la copertina e un suo ritratto sono del figlio Furio.

Filiberto Scarpelli. “Giornalismo allegro”. Sonzogno, Milano 1932, con 97 illustrazioni e caricature. 

Filiberto Scarpelli. “Un uomo in un fosso”. Edizioni Arte e storia, Milano 1938. 

When we were a Country, with Captain Walter

Capitan Walter, albetto spillato uscito nel 1952 per le edizioni AVE. Forse pochi lo ricordano ma i 227 fascicoli pubblicati fino al 1957 sono un interessante pezzo di storia italiana. Non solo del fumetto, pure della vita sociale, del comune sentire, delle aspirazioni di quei ragazzi di allora. Le firme degli autori sono quelle che hanno fatto il fumetto anni 50 e 60. E nonostante si senta la forte influenza dei comics e della cultura americana sono meno provinciali, meno schiacciati sul genere dominante. Talenti provenienti dal fratello maggiore Il Vittorioso. Storie a volte – non sempre – un poco ingenue intrise di buoni sentimenti e speranza per il futuro, Quella speranza che ha permesso alla disastrata Italia di uscire dalle rovine della guerra e conquistarsi un posto di prestigio nel mondo. Una speranza che oggi manca e che forse leggendo Capitan Walter potrebbe stimolare qualcuno ad essere meno fatalista e pessimista. Artisti anonimi (allora) più interessati a creare un buon prodotto che alle sterili passerelle dove tutti vengono chiamati maestri. 

M.

Magnus Eminence le slip chic ADV

Magnus Eminence le slip chic ADV

Agosto 1986, agenzia RSCG

Lino Landolfi (un)forgotten comics artist

Lino Landolfi (un)forgotten comics artist

Two beautiful books recently reprinted. Thanks NPE editions.

Lino Landolfi (6 April 1925 – 11 February 1988, Italy) did several art studies in Rome, before he turned to creating comics in 1946. He started out making some comics for magazines like Il Corrierino (‘Zenzero’, ‘Ali Cali’) and Il Giornalino (‘Ticco e Cicca’). In 1947 he began a collaboration with Il Vittorioso magazine. There he made comic adaptations of work by Alphonse Daudet (‘Tartarino di Tarascona’), Giulo Cesare Croce (‘Bertoldo’) and Mark Twain (‘Uno Yankee alla Corte di Re Artù’), followed by the series ‘Joe’ (1951) and ‘Procopio di Torrecupa’ (1952-68).

In addition, Landolfi was present in Il Messaggero dei Ragazzi (‘La Famiglia Bertolini’, 1962-70) and Vitt (‘Don Chisciotte’, 1968). In 1969, he returned to the pages of Il Giornalino, initially with Jonathan Swift and Gilbert Keith Chesterton adaptations (‘I Viaggi di Gulliver’, ‘Padre Brown’) and then with a series of humorous comics. After some new episodes of ‘Procopio’, he made ‘Il Colonnello Caster’Bum’ and the comical western ‘Piccolo Dente’, which he continued until his death in 1988.

Courtesy: Lambiek.net

Procopio had an animation edition, see Dictionary Comics / Film

Lino Landolfi (Roma, 06.04.1925 – Roma, 05.02.1988), guardia palatina d’onore a Città del Vaticano, si avvicina al mondo del fumetto poco più che ventenne, a seguito dei suoi studi di pittura e scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, collaborando dapprima con «Il Corriere dei piccoli» a partire dagli anni Quaranta con il personaggio di Zenzero, e nel 1946 con «Il Giornalino» (e le storie di Ticco Cicca L’ineffabile Gyn).

Nel 1947 entra nella redazione de «Il Vittorioso» e nel 1951 crea il suo personaggio più longevo, il poliziotto Procopio di Torrecupa, con il quale vince il premio radiofonico Un amico che vale un tesoro. Landolfi continuerà a produrre le avventure di Procopio fino al 1968, per il totale di un’impressionante quantità di tavole (circa 40.000 vignette).

Contemporaneamente, a cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, disegna la serie La famiglia Bertolini per «Il Messaggero dei Ragazzi», raccolta poi in un unico volume dalle Edizioni Paoline; pubblica quattro libri di narrativa (Procopio di Torrecupa e Sigmund l’eroe vichingo con Casa Editrice Piccoli Milano, Operazione Arrembaggio e Maturità 44 con Paravia); realizza la versione a fumetti di alcuni classici della letteratura, come Tartarino di Tarascona di Alphonse Daudet, Bertoldo di Giulio Cesare Croce, Un americano alla corte di Re Artù di Mark Twain e infine Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes (entrambi ristampati da Edizioni NPE).

Sempre per «Il Giornalino», realizza poi la trasposizione a fumetti del classico di Jonathan Swift I viaggi di Gulliver e I racconti di Padre Brown, le avventure di un prete detective tratte dall’opera di Gilbert Keith Chesterton.

Nel 1970, su testi di Claudio Nizzi, è la volta della serie Il colonnello Caster’Bum, colonnello pasticcione che cerca invano di fare guerra alla immaginaria tribù indiana degli Assaibonis: da questa serie, nel 1977, nascerà quella incentrata sul personaggio di Piccolo Dente, figlio del capo degli Assaibonis, con il quale Landolfi vince il premio Yellow Kid nel 1973.

Nel 2010, la ristampa del suo Don Chisciotte a fumetti (Edizioni NPE) vince il Premio Micheluzzi al Napoli Comicon come migliore riedizione di un classico.

io sto a Casa e coloro

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