Don Camillo di Magnus?

Don Camillo di Magnus?

1986. Settembre, forse Ottobre. Una prestigiosa banca di Mantova che ogni anno fa un lussuoso regalo ai suoi correntisti è interessata a qualcosa di diverso dal solito – seppur prestigioso – libro d’arte. Tra le varie proposte una in particolare sembra interessare, la riduzione a fumetti di Peppone e Don Camillo. Il libro è famoso, i personaggi, pur sull’altro versante del fiume Po, sono sentiti anche in terra mantovana e quindi c’è un pre-via libera. Si vagliano alcuni autori, tra  le più interessanti matite del momento, Gianni De Luca, Guido Buzzelli, Attilio Micheluzzi e Roberto Raviola. Pur apprezzando i primi tre ci si indirizza verso Raviola/Magnus il quale è ben lieto di prestare i pennelli al personaggio di Guareschi. Sono anni nei quali una fondazione bancaria può spendere e si stabilisce anche un buon prezzo a tavola. C’è qualche problema con i tempi, il libro oramai non potrà essere disponibile per quella stagione e di solito consegnati sotto le feste di Natale. Normalmente si fa il piano budget in primavera. Magnus che ama i personaggi fortemente caricaturali della bassa fa dei bozzetti. Bozzetti che nessuno ha mai visto. Per vari motivi il volume non si farà più ma… che fine hanno fatto i bozzetti se ancora esistono?

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