Visions are worth fighting for.
Visions are worth fighting for.
Outisfumetti quotes

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Outisfumetti quotes

Anna ‘n’Mathias: No Hunting!

Maigret a Notre Dame

Riproponiamo un testo liceale di Monica sul linguaggio del medium fumetto.
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Se c’è un principe della sagoma nera nella storia dei fumetti, se c’è un campione della sintesi di linguaggio iconico a strisce, se c’è un maestro capace di fondere insieme la brutale essenzialità del bianco nero con la poesia evocativa del racconto, se c’è, o meglio c’era, un disegnatore siffatto allora non può che chiamarsi Roberto Raviola, detto Magnus. I vecchi disegnatori che l’hanno conosciuto e che gli sono stati contemporanei, ma soprattutto che hanno interagito con la sua intensa vita produttiva ci raccontano quale è stata la logica genesi di un liguaggio artistico, di una grammatica che ha fatto anche proseliti, praticamente la fretta. La necessità produttiva, il tempo sempre più stretto spesso ha portato molti stanchi disegnatori a cedere buona parte della propria capacità, sacrificando la qualità e avvicinandoli molto al rischio del graffito, cioè del segno che va oltre lo sporco, che si perde nel mare della mancanza di senso. Per un raffinato artista come Magnus le maglie strette di tale necessità non lo hanno sconfitto ma sono state pretesto per la virtù di un salto di qualità espressivo. Siamo nel periodo arcaico ma il termine non appaia come una diminutio rispetto al più popolare e ufficialmente riconosciuto magnus classico, rispetto al quale ritroviamo la piena maturità del controllo della forma plastica e privo della successiva espansione manieristica.
Il percorso di eliminazione del superfluo, sia attraverso l’abilità del taglio e della zoomata sul focus dinamico della scena, sia con la sistematizzazione espressiva dei dati naturalistici e perfino anatomici ( una per tutte la geniale semplificazione dell’allineamento falangeo), ha trovato il felice traguardo stilemico nel l’invenzione della “sagoma magnusiana”. E’ stilema e dato di linguaggio perché non rientra nella casualità contingenziale dei controluce e degli abbagli ambientali ma archetipo di struttura narrativa.

Mathias first series: Completed
Are the people around us really what they seem?
ACTORS: Mathias is a blond 10 year old. He’s knowledgeable for his age as a result of his somewhat cosmopolitan education. Anna is a freckly 10 year-old redhead. Orphaned at an early age. Lively, intelligent and with a searching mind, she’s the one with the sense of humour and sharp one liners.
STRUCTURE & TONE OF THE STORIES: The two protagonists in this series are children and, despite their superhuman potentialities, they behave as such. They always travel accompanied by an adult, they never go out late at night and wherever they stay they’re in the company of relatives. It is within this context that the storyline develops in its own way. They’re not out to put the world to rights, yet they are endowed with a strong sense of justice and they seek to do good in the face of evil.

Spider-Man 60th anniversary Italian
Nel nostro piccolo anche noi abbiamo celebrato il tessiragnatele. SuperGulp! Fumetti in TV è stato un programma televisivo dedicato al mondo dei fumetti trasmesso dalla RAI e creato da Guido De Maria e Giancarlo Governi, con le musiche di Franco Godi nel 1972. Alla ripresa del programma nel 1977 la Mondadori mandò in edicola un settimanale a fumetti con lo stesso titolo SuperGulp che riprendeva (in parte) i personaggi della trasmissione. Furono realizzati episodi dei maggiori supereroi dell’epoca, quali i Fantastici Quattro e L’Uomoragno. Qui uno degli episodi realizzati da Giancarlo Malagutti e Giorgio Montorio.

My Prince Valiant
I remember that, at the age of 7 or 8 years old, we were living in a friend’s house in Burbank. I can still recall the nice house on a hill with a park just down the road. Dad, who noticed how easily I got bored would bring me along to visit the spots in the district, in search of a location for the strips he was preparing. We would often stop for breakfast at his friend H’s place, who also had a huge collection of original comics and strips. It was during one of these visits that I met Prince Valiant of Harold Foster. Dad’s friend did not have – strange to say – a fetishistic rapport with his collections. He did keep the originals in transparent envelopes, (acid-free for sure) but allowed me to take a look, leaf through them without manifesting any anxiety. I recall those tables, that were just my height. Sprawled on the carpet of the study and with the pages strewn all over the place, I would practically immerse myself in those gigantic pages.
the Pecos Bill stamps
Date Issued: 1996-07-11
Postage Value: 32 cents
Commemorative issue, Folk Heroes
Pecos Bill was immortalized in tall tales initially attributed to Edward O’Reilly in the Century Magazine. The stories were based on oral histories told by cowboys during the westward expansion and the settlement of the American Southwest. Pecos Bill is credited with tremendous feats of courage, such as using a rattlesnake as a lasso and riding a tornado like a bronco. He also is credited with digging the Rio Grande River and bringing color to the Painted Desert. Pecos Bill, per the legend, was born in Texas in the 1830s, traveled with his family in a covered wagon as an infant, fell out of the wagon unbeknownst to his parents, and was then found and raised by a pack of coyotes.
Le prime storie sono state pubblicate nel 1916 da Edward O’Reilly per “The Century Magazine”, e raccolti nel 1923 e ristampato nel libro Saga di Pecos Bill (1923). O’Reilly ha detto che erano parte di una tradizione orale raccontate da cowboy durante l’espansione verso ovest e la liquidazione di sud-ovest tra cui Texas, New Mexico e Arizona. Tuttavia il folklorista americano Richard M. Dorson scoprì che O’Reilly aveva inventato le storie spacciandole per folklore, e che poi gli altri scrittori che avevano narrato le gesta del cowboy o avevano preso in prestito storie da O’Reilly o avevano aggiunte ulteriori avventure di propria invenzione. Una delle versioni più note delle storie di Pecos Bill è di James Bowman Cloyd: “Pecos Bill: The Greatest of All Time Cowboy” (1937) che ha vinto il Newbery Honor nel 1938, ed è stato ripubblicato nel 2007.
Edward “Tex” O’Reilly coautore di un fumetto con il fumettista Jack A. Warren, era conosciuto anche come Alonzo Vincent Warren, tra il 1929 e il 1938. Quando O ‘Reilly è morto nel 1938, Warren ha iniziato una striscia intitolata Pecos Pete’. Questa è stata una storia di “Pecos Bill”, che aveva ricevuto un “grumo sul naggan” che gli ha causato un’amnesia. Le vignette sono state pubblicate originariamente in The Sun e sono state successivamente sindacate. Ha anche una moglie.
Pecos Bill ha fatto il salto al cinema nel lungometraggio d’animazione del 1948 Lo scrigno delle 7 perle. Egli è stato interpretato da Patrick Swayze nel film Disney del 1995 film “Pecos Bill – Una leggenda per amico“.
“Pecos Bill” era anche il soprannome del generale William Shafter durante la guerra di secessione americana, anche se questo era prima che O’Reilly avesse creato la leggenda. Shafter era considerato un eroe in Texas e vi sono anche alcune poesie commemorative scritte in suo onore.
Ready for Christmas presents?
Treasure Island – new version